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		<title>Frictionless Sharing avverrà davvero senza attrito con gli utenti?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
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		<category><![CDATA[frictionless sharing]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa il gruppo l&#8217;Espresso ha diffuso la notizia della jv con Huffington Post che quindi approderà anche in Italia. Lasciando da parte le (seppur interessanti e corpose) considerazioni circa il modello di giornalismo che ne emerge, è curioso riflettere sulla cosidetta Frictionless Sharing ovvero la &#8220;condivisione senza attrito&#8221;, termine inaugurato dal fondatore di Facebook&#160;<a href="http://www.wom-agency.com/salons-and-spas/584/" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa il gruppo l&#8217;Espresso ha diffuso <a href="http://punto-informatico.it/3403598/PI/News/huffington-post-prossimamente-questi-schermi.aspx" target="_blank">la notizia della jv con Huffington Post che quindi approderà anche in Italia</a>.<a href="http://www.wom-agency.com/wp-content/uploads/2012/01/fbprivacy.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-585" src="http://www.wom-agency.com/wp-content/uploads/2012/01/fbprivacy-300x225.gif" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Lasciando da parte le (seppur interessanti e corpose) considerazioni circa il modello di giornalismo che ne emerge, è curioso riflettere sulla cosidetta <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/top_trends_of_2011_frictionless_sharing.php" target="_blank"><strong>Frictionless Sharing</strong></a> ovvero la &#8220;condivisione senza attrito&#8221;, termine inaugurato dal fondatore di Facebook a settembre 2011 e che è alla base di servizi come appunto l&#8217;Huffington Post: l&#8217;utente condivide in modo automatico con tutti i propri contatti la musica che ascolta, gli articoli che legge, e in generale i contenuti a cui accede.</p>
<p>I dati e le informazioni che circolano in rete stanno assumendo proporzioni giganti, e orientarsi in questo oceano sembra sempre più difficile.<br />
Quello che ci si chiede è se l&#8217;automatizzazione dello sharing sia una risposta adeguata e inevitabile per orientarsi come ad esempio sostengono <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/facebook_hasnt_ruined_sharing_its_just_re-defined_it.php" target="_blank">qui</a>, oppure se a questi software che lasciano poco alla fantasia (e soprattutto alla privacy), siano da preferire quei dashboards che permettono ad ogni singolo individuo di scegliere cosa condividere e cosa no, come si sostiene <a href="http://internet.liquida.it/focus/2011/11/28/facebook-ci-pedina-il-frictionless-sharing-secondo-i-blog/" target="_blank">qui </a>e <a href="http://francescogavello.it/frictionless-sharign-puo-uccidere-la-content-curation" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>E ancora, come ci si chiede in <a href="http://www.postadvertising.com/2012/01/frictionless-sharing/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+PostAdvertising+%28Post+Advertising%29" target="_blank">questo interessante articolo</a>, questa tendenza potrebbe rivelarsi<strong> positiva o negativa per chi vuole promuovere il proprio brand in rete?</strong></p>
<p>Nel frattempo, segnialiamo una <strong><a href="http://www.pcworld.com/article/240592/facebooks_frictionless_sharing_a_privacy_guide.html" target="_blank">miniguida per gli utenti FB </a>su come scegliere se praticare la frictionless sharing oppure no.</strong></p>
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		<title>Utenti verificati: nuovo business per Twitter?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:35:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni si parla diffusamente della reazione di Twitter alla notizia dell&#8217;implementazione di Google e del suo motore di ricerca, che diventa sempre più social (web 2.0). Fonte 1 + fonte 2 + fonte 3 Si parla un po&#8217; meno delle azioni che Twitter sta compiendo per evitare il ripetersi di casi come quello del fake&#160;<a href="http://www.wom-agency.com/uncategorized/utenti-verificati-nuovo-buisness-per-twitter/" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni si parla diffusamente della reazione di Twitter alla notizia dell&#8217;implementazione di Google e del suo motore di ricerca, che diventa sempre più social (web 2.0).<br />
<a href="http://www.downloadblog.it/post/15997/le-reazioni-di-twitter-e-facebook-alla-nuova-ricerca-social-di-google">Fonte 1</a> + <a href="http://techcrunch.com/2012/01/10/chill-out-guys-its-just-a-toggle/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Techcrunch+%28TechCrunch%29&amp;utm_content=Google+Reader">fonte 2</a> + <a href="http://www.tomshw.it/cont/news/google-integra-google-nella-ricerca-e-twitter-s-infuria/35302/1.html">fonte 3</a></p>
<p>Si parla un po&#8217; meno delle azioni che Twitter sta compiendo per evitare il ripetersi di casi come <a href="http://www.theatlanticwire.com/technology/2012/01/wendi-deng-twitter-account-fake/46889/">quello del fake di Wendi Deng</a>, la moglie di Murdoch. Il profilo era Twitter Verified.</p>
<p>Twitter ha infatti annunciato un nuovo programma di partnership con alcune società (Rovi, Gracenote, e altre) che si occupano di offrire servizi per la musica. Queste partnership stanno aprendo la strada a nuovi servizi legati ai Verificated Account.<br />
<a href="https://dev.twitter.com/blog/twitter%E2%80%99s-new-handle-distribution-pilot-program" target="_blank">Qui </a>la notizia data da uno sviluppatore Twitter, e <a href="http://www.guardian.co.uk/technology/appsblog/2012/jan/10/twitter-echo-nest-gracenote-music?newsfeed=true" target="_blank">qui </a>un articolo del Guardian.</p>
<p><a href="http://www.sacbee.com/2012/01/10/4176847/gracenote-teams-with-twitter-in.html" target="_blank">Gracenot ad esempio </a>integrerà i profili twitter dei cantanti all&#8217;interno della piattaforma rara.com: sarà così possibile comunicare con il proprio cantante preferito mentre si sta ascoltando il suo ultimo album.</p>
<p>Gli account verificati da Twitter sono disponibili solo per gli inserzionisti (<a href="http://www.theatlanticwire.com/business/2012/01/twitter-verification-has-pricetag-15000/47210/" target="_blank">gira voce che sia possibile solo per inserzionisti da minimo 15000$ a trimestre</a>) o per i partner di Twitter.</p>
<p>Insomma, <a href="http://blogs.ft.com/fttechhub/2012/01/twitter-opens-verified-accounts/#axzz1j9K9xoK4" target="_blank">come suggerisce il Financial Times</a>, la faccenda degli account verificati potrebbe tradursi in una fonte di guadagno per Twitter.</p>
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		<title>Mashable lancia un sondaggio sulla notizia dell&#8217;implementazione di Google</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
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		<description><![CDATA[La novità che verrà introdotta da Google più discussa in rete: i dati raccolti nelle cerchie di Google+ (e non quelli dal proprio profilo Twitter o Facebook o&#8230;!) di ognuno verranno integrati nei risultati delle ricerche (novità già introdotta in google.com e che ovviamente non tocca chi non ha un account gmail). Questa novità migliorerà il servizio&#160;<a href="http://www.wom-agency.com/uncategorized/mashable-lancia-un-sondaggio-sulla-notizia-dellimplementazione-di-google/" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.jacktech.it/thumbs/main_picture/88/49/05/google-plus-search-54988.jpg" alt="" width="373" height="241" /></p>
<p>La novità che verrà introdotta da Google più discussa in rete: i dati raccolti nelle cerchie di Google+ (e non quelli dal proprio profilo Twitter o Facebook o&#8230;!) di ognuno verranno integrati nei risultati delle ricerche (novità già introdotta in google.com e che ovviamente non tocca chi non ha un account gmail).<br />
<strong>Questa novità migliorerà il servizio o peggiorerà i risultati? </strong></p>
<p><a href="http://mashable.com/2012/01/12/social-media-comments-searches-poll" target="_blank">Mashable lancia un sondaggio</a>: fino ad ora il 65% circa dei lettori che hanno votato pensano che li peggiori, e che quindi la ricerca venga così resa meno effcacie.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Può una banca parlare con la gente?</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 09:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L’argomento è molto vasto e molto sentito tra gli esperti di social media. Dalla rete emerge molta diffidenza nei confronti delle banche, percepite come poco trasparenti, e molta difficoltà di orientarsi tra prodotti poco differenziati: pertanto gli utenti si affidano molto a chi ha sperimentato direttamente vantaggi e svantaggi delle varie offerte. Per una banca&#160;<a href="http://www.wom-agency.com/salons-and-spas/proin-dictum-elementum-velit/" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’argomento è molto vasto e molto sentito tra gli esperti di social media.<br />
Dalla rete emerge molta diffidenza nei confronti delle banche, percepite come poco trasparenti, e molta difficoltà di orientarsi tra prodotti poco differenziati: pertanto gli utenti si affidano molto a chi ha sperimentato direttamente vantaggi e svantaggi delle varie offerte.</p>
<p>Per una banca il punto non è solo “sbarcare in Rete” con qualche iniziativa, perchè è giusto e opportuno esserci, ma fare poi qualcosa, con quell’iniziativa, che possa effettivamente migliorare la vita delle persone. E tutti sentiamo che le banche (ma anche le assicurazioni, e i servizi finanziari in generale) da questo punto di vista potrebbero dare tanto.<br />
Personalmente sono stata molto colpita da un esempio citato dal libro-cult Groundswell: uno dei primi casi di una banca che si è aperta alla conversazione, anni fa, è stata la francese Crédit Mutuel, la cui firma è appunto “La banca a cui parlare”. Per trasformare uno slogan, in cui allora pochi credevano, in una realtà percepibile, la banca aprì una campagna sul tema “Se tu fossi un banchiere”, in cui gli utenti lanciavano idee su cosa avrebbero fatto, migliorato, cambiato, e lo facevano mettendosi “empaticamente” nei panni della banca stessa. Poi le idee migliori sono state realizzate: una delle più carine era un conto corrente fittizio con cui insegnare ai propri bambini i principi del risparmio e della gestione dei soldini, un bel gioco educativo insomma. Non credo che sarebbe facilmente venuto in mente al reparto marketing della banca.</p>
<p>A che punto siamo in Italia? Di certo ci sono ancora moltissime opportunità. Qualche tempo fa c’è stata una bella discussione qui, tra scetticismo, pragmatismo, idealismo, con moltissimi commenti interessanti da parte di cittadini supeattivi in Rete, che vi invito a leggere.<br />
Intanto alcune banche cominciano a muoversi varie direzioni; ed ecco alcuni esempi recenti:<br />
In materia di comunicazione, Monte dei Paschi di Siena ha portato in vita la sua campagna TV, “una storia italiana”, legandola a un concorso e ai contributi della rete. Belle le foto raccolte e le immagini backstage dello spot, mentre il diario-blog ha raccontato la genesi e gli sviluppi del progetto.<br />
Banca Sella, “la banca delle idee” si è dotata di una bella area di conversazione e raccolta delle idee degli utenti, che ricorda molto da vicino l’esempio d’oltralpe citato prima. Colpisce piacevolmente la filosofia della collaborazione che si percepisce.</p>
<p>Libertà di banca, del gruppo UBI, presenta invece il classico concorso “diventa il testimonial”, in un’atmosfera molto “alternativa” (da figli dei fiori) e molto curata.<br />
Poco prima Intesa Sanpaolo aveva sponsorizzato il Superflash Blog con la sua omonima super-carta di credito. Un blog collettivo molto ricco, dai contenuti organizzati intorno ad alcuni temi portanti, e con premi finali decisamente attraenti per il popolo dei navigatori.<br />
Infine è proprio di questi giorni il progetto Webank, la banca “online dal 1999″, a cui stanno contribuendo anche i cittadini di The Talking Village. Attraverso una prima fase di storytelling (“come internet ti ha cambiato la vita”) la banca entra in contatto con degli utenti-tester, che proveranno i prodotti e condivideranno pubblicamente le loro opinioni.<br />
Quando, poco tempo fa, abbiamo fatto una piacevole chiacchierata col marketing di Webank, ci hanno detto che il Banking Online ha la relazione con la rete iscritta nel suo DNA, sin dall’inizio, per definizione. Verissimo, e la loro attenzione ai networks come FriendFeed e Facebook lo conferma.<br />
Ma di che tipo di relazione si tratta? La linea di confine tra il coinvolgimento degli utenti in promozioni/concorsi a premi e vere conversazioni con la banca può talvolta essere sfumata.<br />
A mio avviso, il criterio fondamentale di decisione dovrebbe rimanere questo: a strategie diverse corrispondono persone diverse da coinvolgere, e dunque strumenti diversi di coinvolgimento.<br />
Per esempio, se l’obiettivo è traffico, animazione, buzz, awareness, allora offerte e promozioni con meccaniche ludiche ed estetiche molto gradevoli possono andare bene, soprattutto per quei gruppi numerosi di utenti molto “social”, chiacchieroni e giocherelloni (il popolo delle applicazioni e dei regalini di Facebook, per dire). Ma se l’obiettivo strategico fosse ideare nuovi prodotti insieme alla community o migliorare quelli esistenti ascoltando i loro veri bisogni, allora le meccaniche dovrebbero evolversi in modo tale da far emergere il contributo di coloro che hanno qualcosa di molto importante da dire: i loro insights. Una di queste meccaniche, adottata da Webank, è appunto lo storytelling (che ci appassiona molto e di cui abbiamo parlato qui), ma non è la sola, ed altre sicuramente verranno.<br />
Inoltre penso che i requisiti delle operazioni di conversazione dovrebbero essere sempre:<br />
la presenza e la partecipazione dell’azienda alla conversazione,<br />
il contatto emotivo molto stretto tra i temi di conversazione e la community,<br />
l’alta motivazione degli interlocutori (perchè partecipare? per avere un premio e/o sentire di aver fatto qualcosa di utile per me e per gli altri?)<br />
e infine, risultati concreti e visibili: cosa facciamo insieme all’azienda una volta raccolti tutti i nostri contributi?</p>
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		<title>Il ciclo di vita dei feedback dei consumatori di prodotti finanziari</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 20:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[augue quis]]></category>
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		<description><![CDATA[Bazaarvoice è una nota agenzia che si occupa di &#8220;social commerce&#8221; e che lavora con più di 900 brands coinvolgendo consumatori da 104 Paesi. Pubblica trimestralmente delle interessanti ricerche sui trends circa le modalità di consumo. L&#8217;ultima pubblicazione del 2011 è disponibile sul sito www.theconversationindex.com, e come si legge nella presentazione, si basa su “a&#160;<a href="http://www.wom-agency.com/salons-and-spas/ut-pharetra-augue-nec-augue/" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bazaarvoice</strong> è una nota agenzia che si occupa di &#8220;social commerce&#8221; e che lavora con più di 900 brands coinvolgendo consumatori da 104 Paesi.</p>
<p>Pubblica trimestralmente delle interessanti ricerche sui trends circa le modalità di consumo. L&#8217;ultima pubblicazione del 2011 è disponibile sul sito <strong>www.theconversationindex.com</strong>, e come si legge nella presentazione, si basa su “a sampling of 5.8 million pieces of user-generated content indexed during Q3 2011 – July through September, plus year-over-year analysis in some cases. These data points came from consumers in 210 countries around the world. 5.8 million pieces of user-generated content indexed during Q3 2011 – July through September, plus year-over-year analysis in some cases. These data points came from consumers in 210 countries around the world.&#8221;</p>
<p>Alcuni punti sono degni di nota, si rimanda al sito citato per l&#8217;intero report. Per quanto riguarda i consumatori di servizi finanziari, intesi come banche o assicurazioni, i più anziani sono tra i più attivi in rete. Se il 25% dei creatori di contenuti sono tra i 24 e i 34 anni, al secondo posto ci sono gli over 66, che occupano il 19%.</p>
<p>Da un&#8217;analisi dei testi, emergono alcune importanti parole legate a sentiment positivi di questo tpo di consumaori, con cui si giunge ad una conclusione interessante: i più assidui (10 anni o più con lo stesso brand) preferiscono una comunicazione amichevole e sono più attenti alle offerte, mentre i newy tendono a preferire un marketing che comunichi quanto sia facile ottenere informazioni utili.</p>
<p>Si fa una suddivisione del ciclo di vita dei feedback dei consumatori di prodotti finanziari. I primi 100 giorni sono caratterizzati da un alto volume di commenti, con una forbice molto aperta tra i commenti positivi e quelli negativi. Tra i 100 e i 190 giorni il numero di commenti si stabilizza, così come il trend del sentiment. Infine dopo questo periodo la partecipazione potrà venire naturalmente, con una stabilizzazione anocora maggiore del sentiment. Questa analisi può esere utile per comprendere come agire nelle diverse fasi: mentre all&#8217;inizio è bene incentivare il più possibile la partecipazione facile, per raccogliere anche i pareri più negativi, nelle fasi successive sarà possibile cogliere gli aspetti più maturi del rapporto con il prodotto.<br />
In generale, e questo vale per tutti i consumatori, la crescita dell&#8217;ultlizzo di tablet per commentare è cresciuta negli ultimi mesi dell&#8217;anno, del 54%.</p>
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		<title>Autori in fasce grazie ad una nuova App</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 20:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bibendum]]></category>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;app per iPad permette ai bambini di creare il proprio libro e pubblicarlo. L&#8217;app gratuita offre la possibilità di utilizzare tutti i tool della tecnologia touch, per disgenare, scrivere, comporre le pagine. Un bambino di 6 anni ha redatto un libro che ha già 7500 visualizzazioni. Fonte: http://mashable.com/2012/01/10/ipad-app-physical-books/?utm_source=feedburner&#38;utm_medium=feed&#38;utm_campaign=Feed%3A+Mashable+%28Mashable%29&#38;utm_content=Google+Reader]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;app per iPad permette ai bambini di creare il proprio libro e pubblicarlo.<br />
L&#8217;app gratuita offre la possibilità di utilizzare tutti i tool della tecnologia touch, per disgenare, scrivere, comporre le pagine.</p>
<p><strong>Un bambino di 6 anni ha redatto un libro che ha già 7500 visualizzazioni.</strong></p>
<p><em>Fonte: http://mashable.com/2012/01/10/ipad-app-physical-books/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Mashable+%28Mashable%29&amp;utm_content=Google+Reader</em></p>
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